🔥 Meno 3 giorni!
Oggi accompagna il mio conto alla rovescia: Simone Biles !!!
Atleta di cui ho letto “da grande“, ma mi ha affascinato e ispirato dal primo momento!!!
La conosciamo per le sue prestazioni nella ginnastica artistica (la migliore di sempre), per i suoi voli impossibili, per tutte quelle medaglie (11 olimpiche, 30 mondiali) che sembrano pesare meno della sua naturalezza. Ma la vera lezione che Simone ha dato al mondo non sta nei suoi ori, ma nel suo coraggio di fermarsi.
Alle Olimpiadi di Tokyo si è ritirata da quasi tutte le finali per dare priorità alla sua salute mentale. Ha sofferto di quelli che i ginnasti chiamano twisties: una pericolosa perdita del senso dell’orientamento mentre si è in volo.
A Tokyo 2020, la Biles ha insegnato che essere i più forti non significa essere invincibili. Ha mostrato che ascoltare se stessi, ammettere la propria fragilità e dire “non ora, devo ritrovarmi” è un atto di eroismo pari a un salto mortale triplo.
Mettere in ordine le priorità, mentre magari il mondo intorno a te dice altro, non solo premi e prestigio da rincorrere, ma la giusta attenzione a se stessi come persona riconoscendo il bisogno di riprendersi e la necessità di concentrarsi sulla propria salute.
Simone Biles ci ha dimostrato che non dobbiamo essere “macchine da vittoria” per essere degni di nota. Dobbiamo essere autentici.
Dopo due anni di pausa, alle olimpiadi di Parigi è tornata vincente come prima, aggiungendo altre medaglie al suo palmares.
Nella sua storia trovo tanta resilienza ed il ricordo che dietro ogni prestazione c’è una persona che merita cura e rispetto.
Ho scoperto dopo anche altre affinità la Biles da piccola è purtroppo entrata nel sistema di affidamento, perchè la madre non poteva prendersi cura di lei. A conosciuto la vita nelle case famiglia insieme ai fratelli, fino a quando non è stata adottata da nonni.
Simone ha dichiarato più volte:
“L’adozione mi ha salvato la vita. Mi hanno dato una seconda possibilità e mi hanno insegnato che l’amore non deve per forza essere legato al sangue, ma a chi ti resta accanto.”
Nel suo libro spende parole importanti l’istituto dell’affidamento: “Se investiamo nei bambini in affidamento, anche loro possono avere l’opportunità di avere successo, che a sua volta rafforzerebbe le nostre comunità, l’economia e la società”.
Nel mio percorso di crescita e di scelte quotidiane non può che essere un tassello in più che mi porta a farmi ispirare dalla sua storia
Per approfondire:
https://www.linkiesta.it/2024/08/simone-biles-olimpiadi-oro-goat-sport-ginnastica-artistica
https://www.ilpost.it/2024/08/06/simone-biles-parigi-2024-storia
https://www.aibi.it/ita/simone-biles-mito-ginnastica-adozione/









































































